
Federico Fellini (1920-1993)
Federico Fellini nasce a Rimini il 20 gennaio del 1920, dal padre Urbano e dalla madre Ida Barbiani, romana. Gia in tenera eta mostra di preferire ai giochi di movimento quelli di fantasia, trascorrendo lunghe ore in solitudine a inventare storie e personaggi per il teatrino dei burattini. Ma la sua inesauribile, precoce passione e il disegno, che esercita in tutte le forme, soprattutto nella caricatura, fin dai banchi di scuola, ritraendo compagni e insegnanti comicamente tratteggiati Superata l'adolescenza, con l'amico pittore Demos Bonini appronta una piccola bottega di figure e il proprietario del Cinema Fulgor in Corso d'Augusto gli commissiona, in cambio dell'entrata gratuita, i ritratti caricaturati dei celebri divi dei film in programmazione da appendere nell'atrio come richiamo.
Il sogno di Federico, studente estroso e poco metodico, e di diventare un
grande disegnatore come Nino Za che d'estate, elegantissimo, compone a pagamento
le sue apprezzatissime tavole per i ricchi ospiti del Grand Hotel. Cosi, durante
il liceo, invia disegni e vignette ai giornali in voga e appena conseguita
la maturita classica, nel 1938, spicca il volo oltre le mura troppo ristrette
del "Borgo". Ottiene i primi ingaggi a Firenze presso l'editore
Nerbini che pubblica le storie a fumetti di Gordon Flash e i fascicoli del
420. E dopo pochi mesi approda a Roma, dove collabora a molti settimanali
satirici e umoristici fra cui: "Il Travaso", "Settebello",
"Rugantino", "Il Balilla", ma soprattutto "Marc'Aurelio",
nella cui redazione conosce Steno (Stefano Vanzina) che favorisce il suo esordio
nel cinema come gag-man di alcuni film interpretati da Macario (Lo vedi come
sei
Lo vedi come sei!?, Imputato alzatevi!, Il Pirata sono io!, tutti
diretti da Mario Mattoli). Contemporaneamente si afferma come autore umoristico
per la radio e il teatro di rivista, scrivendo scenette, canoni e testi per
l'avanspettacolo.
Dal 1941 inizia un'intensissima attivita di soggettista e sceneggiatore che
lo porta a firmare, in pochi anni, una trentina di opere da Documento Z3
a Avanti c'e posto, da Apparizione, a L'ultima carrozzella, Quarta pagina,
Chi l'ha visto, Campo de' fiori, La citta dolente, La fumeria d'oppio, Il
passatore, L'amore, Il mulino del Po, Francesco giullare di Dio, Il brigante
di Tacca del Lupo, Cameriera bella presenza offersi, Europa '51, Persiane
chiuse e Cinque poveri in automobile (in entrambi non accreditato),
Fortunella.
Fondamentale rimane il suo apporto al cinema neorealista attraverso titoli
divenuti mitici come Roma citta aperta, Paisa, Senza pieta, In nome della
legge, La citta si difende, che lo portano a stretto contatto con Pietro Germi
e soprattutto Roberto Rossellini, l'autore piu congeniale per l'intelligenza
non schematica e il prodigioso talento di trasformare in cinema l'aria stessa
intorno al set.
Nel 1943 sposa l'attrice Giulietta Masina, conosciuta durante le sue frequentazioni
all'Eiar (l'allora emittente radiofonica), e nel 1950 insieme a lei, Alberto
Lattuada e Carla del Poggio forma una cooperativa con la quale realizza in
co-regia il suo film d'esordio: Luci
del varie ta. L'apprendistato e finito; l'esperienza maturata accanto
a Rossellini, la salda collaborazione sperimentata con Ennio Flaiano e Tullio
Pinelli, lo avviano senza esitazioni verso la sua piu autentica vocazione
di autore cinematografico.
A Luci del Varieta segue Lo Sceicco Bianco (1952) e quindi l'affermazione de I Vitelloni (1953) in cui esprime la capacita, rivelatasi poi inesausta, di creare tipi e coniare titoli destinati a entrare, anche all'estero, nell'uso corrente. Dopo l'episodio di Agenzia Matrimoniale per Amore in Citta (1953), realizza con La Strada (1954), Il Bidone (1955), Le Notti di Cabiria (1957) una trilogia ispirata a una sorta di realismo definito "creaturale", o piuttosto a un espressionismo poetico di cui La Dolce Vita (1959), esuberante affresco di una Roma dolce e decadente colta nel momento del primo boom economico, rappresenta allo stesso tempo il piu maturo punto di arrivo e l'aperta rottura.
Le violente polemiche moralistiche seguite a La
Dolce Vita gli ispirano l'illusionistico sberleffo de Le
Tentazioni del Dottor Antonio
(1961) episodio di Boccaccio 70, in cui sperimenta per la prima volta
il colore; e nel 1963 il regista realizza Otto
e Mezzo , considerato fra le opere piu alte della storia del cinema
per la novita del linguaggio, la struttura narrativa priva di una trama tradizionale,
e l'irrompere dell'incoscio nell'esposizione della crisi creativa del protagonista,
un regista dai connotati scopertamente privati. Nel successivo Giulietta
degli Spiriti (1965) animato da una rutilante visionarieta, Fellini trasferisce
in un personaggio femminile il ricamo delle proprie ossessioni con aperti
riferimenti alla psicanalisi junghiana. Inizia in questo periodo della sua
vita il rapporto mai risolto con Il Viaggio di G. Mastorna, il leggendario
film sull'oltretomba mai portato a conclusione e il cui travaglio si accompagna
misteriosamente a una feroce malattia che lo conduce quasi alla morte.
Ripresosi senza conseguenze, nel 1968 attua una nuova svolta espressiva con
Toby
Dammit dal racconto di E.A. Poe, incluso in Tre passi nel delirio;
e si accosta al racconto televisivo con Block
Notes di un Regista in cui adotta la finta inchiesta giornalistica;
un modello narrativo che riprendera ancora per
I Clowns (1970) struggente dichiarazione d'amore per il circo,
e per altre opere nell'ultimo decennio. Ma il grande affresco di questo periodo
rimane l'inarrivabile trasposizione fantastica del romanzo latino di Petronio
Arbitro, Fellini
Satyricon (1969), scritto con Bernardino Zapponi, nuovo collaboratore
alla sceneggiatura. Negli anni Settanta il cineasta torna ancora con
Roma (1972) e Amarcord
(1973) ai due poli della sua ispirazione: l'amata capitale del suo cinema
e la Romagna dei suoi sogni e condizionamenti infantili e adolescenziali.
Nel successivo Il
Casanova di Fellini (1976) il suo universo creativo si apre all'
Europa del Secolo dei Lumi in una poderosa metafora esistenziale in cui il
gusto del racconto pittorico a struttura paratattica raggiunge vertici di
impareggiabile arte cinematografica. Nel 1978, negli anni di piombo della
storia politica nazionale, fa sentire la sua voce e il suo sgomento nel lucido,
incalzante apologo di Prova
d'Orchesta , prodotto dalla televisione pubblica; e nel 1980 con La
Citta delle Donne compone in una catena di magiche sequenze la
piu privata e indifesa delle confessioni sul misterioso e insondabile rapporto
fra i sessi messo in crisi dalla presa di coscienza della donna.
Il suo onirismo profetico partorisce nel 1983 E la Nave Va , un'opera inquietante dalla preziosa veste formale; e nel 1985 Ginger e Fred , il piu spericolato, tenero e coinvolgente rifiuto alla dittatura della televisione che omologa in un unico impasto nocivo, gusto e coscienze. In contrasto, una plateale dichiarazione d'amore al cinema, risulta nel 1987 Intervista , film relativamente a basso costo che gli consente un alato racconto rapsodico, dal respiro leggero e malinconico, sospeso fra sogno, ricordo e magia. E tre anni dopo, nel 1990 appare sugli schermi La Voce della Luna , l'ultima opera, a cui il regista affida quello che possiamo considerare a posteriori il suo testamento spirituale, una profonda e complessa riflessione sulla vecchiaia e la morte, la cacofonia dei tempi, il mistero della vita e l'infinito amore per sue creature guardate attraverso il prisma deformante della follia.
Nell'intera produzione di immagini del grande regista non vanno tuttavia dimenticati i fantasiosi spot pubblicitari, assolutamente inusuali per soggetto, elaborazione e durata, girati per Bitter campari, 1984 (Oh, che bel paesaggio!), Rigatoni Barilla, 1986 (Alta Societa), La Banca di Roma ,1992 (Che brutte notti!)
Federico Fellini e morto a Roma, in seguito a un ictus cerebrale, il 31 ottobre
1993, a mezzogiorno, a un solo giorno dalla ricorrenza del cinquantesimo anniversario
di matrimonio, le Nozze d'Oro, con Giulietta Masina e dopo due settimane esatte
di agonia trascorse nel reparto di rianimazione del Policlinico Umberto I.
La camera ardente, allestita nel Teatro 5 di Cinecita e restata aperta per
un giorno intero a un pubblico di oltre centomila visitatori. I funerali di
Stato sono stati celebrati nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli
e dei Martiri in Piazza della Repubblica, e le esequie hanno ricevuto un secondo
tributo di folla incontenibile nella citta natale.
E' sepolto nel cimitero di Rimini dove e stata allestita una stele funebre,
un'alta prua di nave in risplendente ottone dorato, opera dello scultore Arnaldo
Pomodoro. Riposa insieme alla moglie Giulietta e al figlio Federichino, deceduto
dopo appena due settimane di vita.
Sui suoi film , da Lo sceicco bianco a La voce della luna, si e detto
e scritto talmente tanto che sarebbe impossibile riportarne anche soltanto
una minima parte in una nota biografica. Sono giudizi ormai scolpiti nella
memoria di tutti. Federico Fellini e uno dei veri geni del secolo che si chiude
e le sue opere, immortali, non necessitano di parole, ma vivono per le immagini
straordinarie di cui sono composte e che fanno ormai parte dell'immaginario
dell'umanita.
I suoi film non sono solo cinema - che sarebbe forse diminuirli - ma pure
opere d'arte.
La Filmografia Ufficiale